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E con questo, a occhio, finiamo il riciclo. Nuove idee, please.

28 maggio 2010

(aggiusta il microfono) BZZZ -Si sente?
(Applausi dalla sala)
-Care compagne e cari compagni… (continuano gli applausi) grazie.
Care compagne e cari compagni, è con fermo proposito che mi presento
davanti a quest’assemblea. E, lasciatemelo dire, non sono del tutto
d’accordo con le conclusioni cui è giunto il compagno XXXXX poco prima
di me. Non si procedette noi alla gloriosa fondazione dell’Idioteca
per scavare un cuneo di socialità nel grigiore intellettuale di questa
città? E non si volle noi ricominciare dalle strade e dalle piazze
così spesso negate, senza chiedere il permesso per liberare i nostri
copri e i nostri immaginari? (dal fondo della sala: -Bene! -Bravo!)
Per comiciare da noi stessi, da tutte e tutti, a sognare e a costruire
dal basso una zona franca in questa città? (-è vero!) Allora, care
compagne e cari compagni, è d’uopo riannodare quei fili della memoria
che ci permettono di riflettere su noi stessi, di avere un punto
d’appoggio a partire dal quale lottare per una visione radicalmente
altra di questa società capitalistica? Sento dire d’ogni dove:
movimento, movimento! Ma, non è altresì vero che dobbiamo partire,
oggi più che mai, da un’analisi (dalla sala brusii, contestazioni:
-non è vero! Movimento!)… Compagni, vi prego. Un’analisi, dicevo, di
quello che è stato il movimento “storico” in questa città, di cui
siamo -piaccia o non piaccia- successori, ed interrogarci, anche, su
quelle che qualcuno ha chiamato le ragioni storiche di una sconfitta?
Come si fa a recuperare la fantasia del sogno se non innerviamo
profondamente la realtà e allo stesso tempo crediamo di essere i primi
a sognare? Se non sappiamo farlo insieme con qualcun altro, dandoci,
dando prima di tutto a noi stessi, gli strumenti culturali e sociali
perché l’Idioteca possa camminare da adulta con le proprie gambe
(-Bravo! -è così!)? Io intendo dunque, con gli altri compagni della
mozione, il lavoro culturale e letterario -che pure non dobbiamo
dimenticare nel suo momento “proprio”- come un tutt’uno con quello
sociale e politico che, ancora una volta, ci permetterà di parlare con
la voce forte della contestazione e del’immaginazione del nuovo a
questa città. Grazie. (convinti applausi)

Ok, tutta la parte prima non ha senso se non come divertissement
letterario-politico… Quel che volevo farvi sapere è che, se qualcuno
non l’avesse mai visto, è scaricabile gratuitamente in rete (e vai di
copyleft!) “Il trasloco”, documentario di Renato de Maria (-CHII?
-Quello di Paz… -AAAH…!) sul trasloco di un appartamento storico
del 77 bolognese con Bifo come voce narrante e un sacco di passaggi su
RadioAlice, Il Male, il femminismo e il movimento tutto -dura
un’oretta, guardatelo ORA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_trasloco (per informazioni)

http://www.ngvision.org/mediabase/212 (per scaricarlo, c’è il link in
basso sia dal mulo che dal sito proprio… buona visione!)

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