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Oh, nothing could mean anything at all

28 maggio 2010

Parlando in un’intervista del disco da cui è tratta questa canzone (cioè “Wilco – The Album”), il cantante

summarised the main theme of the album as the acceptance of life’s uncertainties, stating:  “I think there’s a liberating nature to that concept […] It allows for a playfulness and an engagement in life that is more enjoyable than the alternative. I’ve aspired to convey some of those things for a long time now, maybe not so clearly before because it hasn’t been so clear to me. But I do believe that the greater ability you have to tolerate ambiguity, the more successfully you can steer your life. The alternative point of view – the complete dismissal of ambiguity, trying to rationalise irrationality – can be very destructive”

Traduzione per non-anglofoni? Traduzione. Però un po’ vi vizio…

“Penso che vi sia una natura liberatoria in questo concetto (di accettare le incertezze della vita, NdR) Ci permette una giocosità ed un impegno nella vita, molto più coinvolgenti dell’alternativa a ciò. Aspiravo a trasmettere alcune di queste cose da un sacco di tempo, forse non così chiaramente prima d’ora perché non erano chiare nemmeno a me. Ma credo proprio che tanto maggiore è la tua abilità nell’accettare l’ambiguità, meglio riesci ad orientare la tua vita. Il punto di vista opposto -la completa rimozione di ogni ambiguità, tentando di razionalizzare l’irrazionalità- può essere parecchio distruttivo.”  Eggià…

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One comment

  1. Il paziente dubbioso va dall’oculista: “Dottore, dottore, siete sicuro che con queste lenti riuscirò a leggere?”
    Il dottore: “Sì, ne sono sicuro”.
    Il paziente: “Sapete com’è, fino a ieri ero analfabeta”.



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