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2.VI.1946

2 giugno 2010

Per dirla con ciò che l’immenso Andrea Pazienza fa dire a Pert

Intanto, in culo ai monarchici!

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3 commenti

  1. -“L’Italia è il settimo paese industrializzato”
    -“Guarda un po’ Bitonto a che posto sta”

    Sempre Paz. Vien da dire che forse nel frattempo Bitonto ha anche sorpassato.


  2. Mmm, rischio più che evidente, caro il mio Cesàro…
    Io traccerei una linea di demarcazione tra due fenomeni. Uno è l’appiattimento-banalizzazione totale che un certo odor d’incenso tende a produrre, e che quindi acceca le masse -exempli gratia: “Gli ultimi giorni di Pompeo” è un atto di accusa a tutto quanto esiste grosso come una casa e di un nichilismo spaventoso, darne una lettura che si fermi a dire ‘cioè, perché Pazienza era troppo un genio, e aveva capito tutto, cioè, perché era un artista maledetto ed esprimeva il suo disagggio, quello che aveva dèntro’ è semplicemente inconsistente, oltre che stupido. L’altro è una fruizione sempre più “di massa” del medium fumetto che stiamo vivendo in questi anni (anche se le grandi case editrici se ne vergognano ancora e dicono “GRAPHIC NOVEL”), che non può che portare a una volgarizzazione (da ‘vulgus’) di certi autori e ovviamente a una lettura anche più superficiale da parte di molti (anche qui: per esempio, preferire il Pazienza di alcune opere a quello di altre). Stando così le cose, il nostro rischia di essere l’atteggiamento dei sedicenni punkettoni o metallari che bollano qualunque cosa non ascoltino come “commerciale”, e gli album prima della band X sono sempre meglio, adesso sono diventati troppo commerciali, e lasciatelo dire da uno che li ascoltava quando non li conosceva ancora nessuno, ché adesso son buoni tutti a dire che sono bravi.
    Ammettilo, Matte: siamo due nerd belli e buoni…

    Pentothal


  3. grandi Paz & Pert! qualcuno li disegnò insieme sul muro del’università occupata a Roma nel ’94 (se non ricordo male), con sotto scritto “ancora insieme”. Quesito nonchè argomento di dibattito: cosa ne pensate dell’incensamento pressochè continuo che si fa del vecchio Paz? è una mia impressione o negli ultimi anni se ne parla sempre con documentari, film, raccolte, riedizioni critiche, interviste a Vincenzo Mollica che lo conobbe, eccetera? Ovvio che adoro tutta la sua opera e via dicendo, ma tutto questo vociare mi spaventa un po’. Non vorrei che diventasse una cosa ovvia e accettata, fino a risultare inflazionata.
    Perchè la pazienza ha un limite, Pazienza no



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