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La Cathédrale

27 giugno 2010

Per continuare con l’allegra contaminazione di idee saltando di palo in frasca, una tappa importante della formazione spirituale del ventisettenne Rilke fu la frequentazione dello scultore Auguste Rodin, cominciata in seguito al fidanzamento, poi matrimonio, dello scrittore con una allieva di lui.

Auguste Rodin spalancò alla scultura di fine secolo XIX la riscoperta della forma plastica. Partito da uno stile classicista, inizia a staccarsi dall’accademismo coi suoi primi lavori, finché lo studio di Michelangelo lo porta a rinnegare la copia dalla natura e iniziare il gruppo “L’età del bronzo”.

Poco dopo la sua passione per Dante e l’Inferno in particolare lo porta ad accettare la commissione per la porta in bronzo di un progettato Museo della Arti decorative, che non venne mai realizzato. “La Porta dell’Inferno” sarà il risultato, anch’esso incompiuto: un inno alla scultura e ai valori plastici e insieme il segno dell’emersione di un maggiore simbolismo.

La scultura di Rodin sarà sempre più caratterizzata da una sorta di estetica del frammento e dal prevalere di figure femminili (a livello personale ebbe molte amanti, tanto da essere definito “priapatriarca” dallo scrittore Paul Claudel che non perdonò mai allo scultore la sua relazione con la sorella scultrice Camille, assistente di Rodin, il quale ne riconobbe il talento -e ne trasse grandissima fonte d’ispirazione- ma non volle mai sposarla per non troncare la sua relazione con la propria serva: abbandonò Camille dopo un aborto spontaneo e molti anni dopo, dall’ospedale psichiatrico in cui verrà rinchiusa, ella ancora maledirà il suo nome) e di composizioni in cui la figura umana, pur in pose convulse, straniate o danzanti, è al centro della scena.

Non vi tedierò con lunghe dissertazioni sulla scelta del materiale compositivo, sull’analisi dei bozzetti preparatori delle opere o sulle citazioni dal Doré. Facciamola breve e giustifichiamo questo post: se ancora il nome di Rodin vi dice poco, le sue opere più famose sono senz’altro Il Pensatore, Paolo e Francesca (nota anche come Il bacio) e il monumento a Victor Hugo [sono dei link, se cliccate sulla parole in azzurro vengono fuori le immagini, stolti!].

In più, il museo Rodin (cioè: casa sua più giardino) è forse uno dei posti più belli di Parigi se non dell’intero globo.

Qui di seguito diamo conto di uno dei lavori più belli dell’artista, a parere insindacabile di chi parla, il cui titolo è “La cattedrale”.

[quest’ultima foto secondo me l’ha scattata la Zadra]

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