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Mentre noi scriviamo

2 settembre 2010

Abbiamo parlato qualche giorno fa di qualcuno che, tra le altre cose, ha vinto nel 2007 il premio Polaris battendo anche un album che si chiamava Neon Bible. A questo punto, alcuni di voi ci saranno già arrivati; mentre noi scriviamo, al Parco Nord di Bologna, per l’Independent days festival. Loro sono molto molto bravi, tra l’altro. Volendo, dopodomani ci sono Blink 182, Sum 41, Simple Plan…

Un piccolo omaggio a loro, e un piccolo regalo a chi leggendo il prezzo ha pensato “no, dài, cazzo, 32 euro no” venga da questo blog (grazie a Massi per la segnalazione):

Di quest’esibizione è l’intensità e, oserei dire, quasi la commozione di Bowie che colpisce. La redazione consiglia di guardarselo a pieno schermo (anche se la definizione ci perde) e a pieno volume.

Queste sono parole del cantante, Win Butler, in un’intervista:

Whenever you’re talking about meaning, basically… I think a lot of the human experience has to do with trying to understand what things mean, and there’s not really any tools to do that unless you’re thinking about it in a more spiritual or philosophical realm. I think hope only means anything if it’s in something real; otherwise, it’s just kind of a dream.[…]  I just saw this thing on Martin Luther King, and before he gave the “I have a dream” speech, he gave a lot of speeches that were about a more negative dream—that you had to face your broken dreams. He spoke about that a lot, the broken American Dream, seeing it for what it really is, the positive and negative. Sometimes religious thinkers can take that on in a different way.

(ogni volta che parli di senso, in fondo… Penso che molta dell’esperienza umana abbia a che fare col provare a capire che senso abbiano le cose, e non è che ci siano molti strumenti per farlo a meno che non ci pensi in modo più spirituale, più filosofico. Penso che la speranza abbia senso solo se è mesa in qualcosa di reale, altrimenti è solo una specie di sogno. […] Ho appena visto questa cosa su MLK, e lui prima di fare il discorso ‘I have a dream’, ha tenuto molti discorsi che erano su un sogno più negativo -sul fatto che si devono affrontare i propri sogni infranti. Di questo ha parlato molto, di un ‘sogno americano infranto’, vedendolo per quel che davvero era, positivo e negativo. A volte i pensatori religiosi riescono a caricarlo in un modo diverso.)

Bonus: una cosa che violenterà le vostre orecchie e che vi pentirete amaramente di aver ascoltato sta QUI.

Bonus-2: gli Arcade Fire sono quelli che si possono permettere di fare pubblicità ai propri live con video da figata assoluta (Clide Henry, ladies and gentlemen!) come QUESTO.

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One comment

  1. carissimo,

    che bello vedere il tuo post sugli arcade fire sul blog idioteca. sai che ieri sera me li sono visti da fuori dell’arena su un maxi schermo? ho fatto il giro dell’arena che sembrava una fortezza e tutto attorno alla recinzione metallica in alto c’erano disposti a intervalli regolari come sentinelle dei buttafuori neri e nerboruti … ma un gruppetto di noi fans ha trovato un angoletto fuori dalle recinzioni vicino a un ingresso dal quale si vedeva da lontano il maxischermo per il pubblico…. e così da lontano e da fuori ci siamo “visti” e soprattutto sentiti gli arcade fire a gratis in mezzo al luna park dei bambini… ci sono anche dei gommoncini per fare i cozzi in acqua in una vascona… pazzesco

    se vuoi postami questo mio commento al live… io ancora non so postare i post… lo so sono un caso senza speranza…
    baci
    zio massi



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