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Tentativo di stesura di un dramma sociologico in crowdsourcing.

7 dicembre 2010

Tutto nasce da una discussione ieri sera a cena al ristorante indiano: c’è qualcosa di particolare a Bologna che attrae i personaggi squinternati? O meglio, che tiene dentro la vita sociale, nelle leggendarie balotte dei vari quartieri e nei centri-sociali-più-o-meno-occupati, persone che altrove avrebbero avuto solo tanto TSO? Allora, facciamo così: lanciamo la proposta per cui chi di bolognese (inteso come anche solo domiciliato per un po’) passa di qua, racconta un aneddoto o una leggenda metropolitana su un personaggio assurdo: che so, la contessa del Pratello, Willy dell’XM (Willy sindaco!), Ted Hemman, l’uomo-Ritalin, TruceBaldazzi, qualcuno degli umarells di cui parla Masotti… Vediamo come va.

Intanto iniziamo da un mito, Aldo dei Cavalla Cavalla, che in un Panorama di qualche anno fa fu inserito nelle 100 persone più importanti dell’anno (o che avrebbero influenzato l’anno successivo, non so, bisognerebbe ritrovarlo): subito dietro Uto Ughi, tipo. Chi non si è mai sentito chiedere una sigaretta da lui alzi la mano.

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