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Di come Radio Padania infanghi le nostre vite.

28 dicembre 2010

[blip.tv http://blip.tv/play/AYKWsD0C%5D

di come Radio Padania, nel programma intitolato “l’ora buca”, sprona i giovani e facinorosi ad andare a casa a studiare.

Di come noi, ora e sempre, capiamo perchè l’Italia va a rotoli.

C’è un’altra faccia del pianeta e purtroppo non la conosciamo abbastanza.

[EDIT: non so chi della redazione abbia compilato questo pur pregevole post, ma ritengo, da blogmaster, di aggiungervi qualche postilla]

La segnalazione del video di cui sopra viene dal blog “L’Anticomunitarista“, curato da anni dall’ottimo Daniele Sensi. Il suo intento principale è quello di mostrare come il partito Lega Nord -Padania sia a tutti gli effetti un’articolazione italiana del fenomeno che in Europa (a partire dalla Francia) si è denominato “Nuova destra”: cioè, quei partiti che pur non riconoscendosi appieno nelle esperienze fasciste storiche, propugnano ideali legati a sangue, nazione, suolo (magari aggiornati, oggi si parla di cultura come qualcosa di altrettanto connaturato agli individui e ai gruppi sociali), quindi apertamente xenofobi. C’è una marea di letteratura sull’argomento, quindi chiudiamo qui.

Sul suo blog Sensi documenta tutto quel che di razzista, discriminatorio e xenofobo emerge dagli ambienti della Lega Nord: dalle ordinanze folli, ai convegni razzisti, alle foto di Adro e dintorni, a una rubrica appositamente dedicata all’analisi dei programmi di RadioPadania, con tanto di canale YouTube dedicato. Il problema è che gli utenti della rete, che sono un branco di imbecilli, contrassegnavano i video come aventi contenuti razzisti e quindi i cervelloni di Google li censuravano. Tutta la storia è spiegata bene qua.

La stessa storia si è ripetuta con il post del video in questione. Video caricato sul Tubo, censurato, ri-caricato su BlipTV.

Cos’è successo in seguito? Che la portavoce di Valigia Blu Arianna Ciccone ha denunciato Radio Padania -l’organo di partito Radio Padania- alla Questura di Perugia, ci dice sempre Sensi. Staremo a vedere come va, è un’indefinita “libertà di espressione” contro la definita(ma ricca di punti controversi) Legge Mancino. A me sembra, comunque, che sia più efficace un’azione, civica, di questo tipo che cantare ODIO LA LEGA LALALALALALA sull’aria di Can’t take my eyes off of you.

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4 commenti

  1. […] fatto pace, anche il forum ufficiale di Radio Padania Libera, di cui avevamo già parlato qui e qui, l’ottimo Daniele Sensi dal suo blog ci informa che nel frattempo “Acciacca lo […]


  2. […] fatto pace, anche il forum ufficiale di Radio Padania Libera, di cui avevamo già parlato qui e qui, l’ottimo Daniele Sensi dal suo blog ci informa che nel frattempo “Acciacca lo […]


  3. […] Ci sono più cose in cielo e in terra, che in qualsiasi altro posto. « Di come Radio Padania infanghi le nostre vite. Update sulla denuncia a Radio Padania Libera 29 dicembre […]


  4. Ho modificato il tutto anche se così è diventata un’altra cosa dalla meditabonda lapidarietà che aveva prima. Però i post che sono solo reblogging mi piacciono proprio pochino, a meno che non siano tanti (cioé due-tre-quattro al giorno) e non è così: è una questione di stile, opinabilissima.
    Invece le tag si devono mettere, sempre.
    Poi l’embed mi sembra 100 volte preferibile alla stringa di testo dell’url.
    Sul merito, a me verrebbe da dire che in cauda venenum, perché fino all’invito ai poliziotti a spezzare le ossa può fare schifo a me, ma io troverei divertenti parodie radiofoniche di leghisti trogloditi: forse il fango viene prima, e Radio Padania ne è prima un effetto che una causa. Chiaramente, contribuisce ad acuire ed alimentarne gli effetti in modo odioso, perché strafottente e stramaledettamente sicuro di sé, di chi ha il vento in poppa: tanto più odioso in quanto organo di un partito al governo etc.
    Ma queste parole sono vento per chi a Radio Padania ci crede e vi si sente rafforzato.



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