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Oggi, 27 gennaio.

27 gennaio 2011

Stamattina in Emilia-Romagna c’era lo sciopero dei metalmeccanici FIOM, in anticipo di un giorno rispetto al resto d’Italia perché a Modena il 28 non si lavora, festa della Ghirlandina. Evvabbè.

Comunque, in centro a Bologna, corteo dei metalmeccanici dell’Emilia-Romagna, con discorsi finali di Landini e Camusso (se voleste leggervi qualcosa per pensarci su, qui). Io ci sarei andato, se non fossi stato all’appuntamento che il mio quartiere riserva alla presenza di alcune scuole locali per il 27 gennaio, giornata della memoria. C’era un buon numero di classi presenti (una dozzina), quasi tutte delle medie tranne per due 5° elementari.

Non è il primo anno che ci vado, ma tutte le volte imparo (o re-imparo) qualcosa. La mattinata era pensata così: spettacolo teatrale di due 3e medie, che lo hanno preparato con l’aiuto di una compagnia teatrale; letture e drammatizzazioni da romanzi, saggi e libri di poesie; attualizzazioni; un lavoro sulle leggi razziali in Italia e i suoi effetti a Bologna; una testimonianza registrata di Liliana Segre; un intervento dell’ANPI; testimonianze di persona di ragazzi delle superiori che negli anni precedenti furono in gita a Mauthausen con il professore che presentava la mattinata stessa.

Innanzitutto mi scordo sempre di quanto sia importante l’educazione fisica e l’educazione alla psicomotricità in genere: anche solo quelle poche ore che possono essere state la preparazione dello spettacolo fanno sì che la capacità di stare su un palco cambi come dal giorno alla notte. Che non si potrà mai sottovalutare quanta differenza possa fare anche un solo, singolo insegnante che ci tenga seriamente al lavoro che fa (e sì, magari uno se ne accorge dopo anni, per quanto retorico e vecchio sia questo discorso) e alle persone che ha davanti. Che invece un insegnante che se ne frega non faccia una quantità di male uguale-e-contraria, ma insomma, male ne fa.

Non che per questo un 14enne sia un oggetto malleabile a piacere, eh. Anzi, magari alcuni di essi riescono a mettere in scena questa poesia di Paul Celan dando l’impressione di averla capita più di me. Magari si scelgono la colonna sonora del documentario che li ritrae in gita e chi sa suonare uno strumento lo fa egregiamente.

Magari riescono a stupirti perché, quando un gruppo di loro coetanei legge “Prima vennero…” attualizzandola e facendola propria, nessuno si muove alle parole “siamo tutti un po’ zingari“, ma si solleva un putiferio a “siamo tutti un po’ omosessuali” (e qualcuno fischia anche “siamo tutti un po’ comunisti“).

Un minuto prima si distraggono durante il video con la Segre ed escono a fare casino, epperò stanno attentissimi quando parla una ragazza che ha 4 anni più di loro. Gli adolescenti sono animali strani, notavamo anche qua. Sempre sull’argomento di insegnanti, ragazzini, razzismo e manipolazione a me ha fatto molto riflettere anche questo post sul blog Haramlik.

Per chiudere: è la giornata della memoria, quindi se siete a Bologna stasera all’Arterìa c’è una serie di reading sulle vittime dimenticate dell’Olocausto, omosessuali compresi, visto che pare ci sia bisogno di ricordarlo, eccome.

Sul versante della Shoah, invece (siccome non è che ci sia meno bisogno di ricordarla), che pensare di questa iniziativa della Regione Umbria? Si tratta di una campagna-shock per la giornata di oggi su Facebook: slogan come “La Shoah non c’è mai stata” oppure “Epperò se la sono un po’ cercata“. A me convince, per quanto forte sia, proprio perché corriamo il rischio di non capire fino in fondo cosa “ricordare” significhi, anestetizzati come siamo dal dovere istituzionale (e non lo dico solo io). Fa male? Fa bene? Pareri?

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One comment

  1. Mi stupisce che una regione come l’Umbria possa partorire trovate del genere. Campagna efficace che colpisce al cuore il classico “ma però…”



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