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Il cielo stellato sopra di me, gli orari dei treni dentro di me.

1 febbraio 2011

La gente ha paura di ciò che non capisce. Una volta ho visto delle persone scappare davanti a un mostro che aveva in mano un orario dei treni.

Mr. Rat-Man, da Rat-Man n.52, “I Fantastici!”

 

Avete notato come il fatto di saper leggere gli orari cartacei dei treni continui da decenni a dividere l’umanità in due? C’è una quella ristretta minoranza che non trova nessun problema nel farlo semplicemente perché ci si è applicata la prima volta e da lì non vi ha mai trovato nulla di difficile (voglio dire, ci sono percorsi, fermate e orari, e basta) -e una massa di superstiziosi stupefatti che ti dicono “ah guarda, non so come tu faccia a capire cosa c’è scritto lì”.

Infin che 'l Veltro verrà

Che poi, a me, gli orari dei treni (quelli della Veltro: io a Trenitalia non dò un soldo in più dello stretto necessario) hanno sempre dato l’impressione di un ordine razionale del mondo. Che alla contingenza vorticante degli eventi disposti in modo casuale sottostesse un disegno logico, stringente, necessitato: un treno potrà arrivare in ritardo, potrà anche essere soppresso, ma quella non è la Verità; la Verità è che il treno, l’Idea di quel treno, con quel numero e quei tempi di percorrenza preesiste al treno fisico e vi dà una forma, una ragione e un posto nel mondo tra una coincidenza e un’altra.

Sapere che in questo momento, anche mentre scrivo, c’è un certo treno che sta viaggiando da A a B con quegli orari scritti in piccolo dall’alto verso il basso ha un che di rincuorante. Io mica lo prenderei, un treno, se non avessi l’Idea degli orari dei treni.

 

P.S. Ma quant’è spaventosamente orrendo il sito della Veltro? Non vedevo questo web design autoprodotto dal 1998 o giù di lì. Home page fuori scala, menu non-navigabile a sinistra, PDF embeddati male, redirect che non funzionano, uso a profusione del Comic Sans MS. E il Comic Sans è IL MALE.

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