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Me lo sono sempre chiesto anch’io.

3 febbraio 2011

Cercavo un vecchio post sui punkabbestia bolognesi su un blog secondo me molto bello e sulla home leggo una riflessione che sento vicina. Magari voi no. Per una volta, chissenefrega.

Il titolo è ma come si fa e inizia così:

Sono con uno che conosco in un locale. Gli indico una e gli dico all’orecchio:

“Quella sta cercando”

“E tu come lo sai?”

“Da come guarda.”

“Ti guarda?”

“Anche. Ma in generale, guarda.”

“Ma va’” dice l’amico, che però lo dice in inglese e quindi non ricordo esattamente cosa dice.

Poi comunque c’avevo ragione io. Questa si avvicina con una scusa e io […..]

E poi come continua lo leggete dall’altra parte, che il reblogging puro e semplice non mi è mai piaciuto. Però sono d’accordo, che è diverso dal dire “ha ragione”, solo che me lo sono sempre chiesto anch’io Ma Come Si Fa.

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4 commenti

  1. Ahahah, quella sui punkabbestia mi ricorda una discussione con una ragazza inglese (l’essere inglese non è una giustificazione per tutto, comunque). Passava una manifestazione, noi ai lati della strada. Lei fa:”Stupisce che a Italia c’è ancora communisti, e con bandiere!”
    “Guarda, se fai attenzione magari vedrai pure passare qualche anarchico, uno dei pochi rimasti tra l’altro”


    • Essere inglese è una giustificazione per tutto.
      In effetti non avevo mai riflettuto intorno al fatto delle bandiere: non tanto delle manifestazioni in sé, ma delle bandiere rosse. Le manifestazioni che vedi nei paesi anglosassoni sono sempre piene di gente con un sacco di cartelli, forse noi siamo troppo pigri per quello e preferiamo gli striscioni che almeno si portano in tanti.
      Poi c’è anche chi considera il comunismo come qualcosa di folkloristico, come quel tizio francese di mezza età che nei bagni di un ostello mi fece
      -Where are you from?
      -I’m from Bologna
      -Ah, Bologna… Communista!
      – Not quite, actually…
      E lui, perentorio: -No no, communista (al che mi arresi, dandogli ragione)


    • E poi per Andrew Northern valeva, almeno all’inizio.


      • Lui, con il padre che ha lavorato a Milano per anni, era già più preparato, infatti non diceva mai “in Italia…”, ma “a Bologna…”



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