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Lega la Lega (1 e 2).

25 febbraio 2011

La prima informazione ci viene da un’intervista di qualche giorno fa rilasciata dall’on. Mario Borghezio a KlausCondicio, il talk show di Klaus Davi che trovate sul suo canale YouTube (qui l’intervista). E i miei piccoli 24 lettori si chiederanno: “Ma Borghezio chi, quello che viene invitato ai congressi dell’estrema destra francese? Quello che dichiarò che <il regionalismo è un buon modo per non essere considerati fascisti nostalgici, ma sotto sotto siamo sempre gli stessi>? Quello condannato per aver dato fuoco ai cartoni degli immigrati che dormivano all’aperto?” Esatto, proprio lui (come siete informati!).

L’intervista è ricca di perle gustose, come il personaggio ama regalare. A un certo punto non disdegna nemmeno degli obliqui avvertimenti in tema con i 150 anni dell’Unità d’Italia:

Non vorrei che con questa “risorgimentalite” qualcuno dei troppo numerosi monumenti e targhe dedicati in tutto il Paese a Garibaldi subisse qualche pericolo. Se succederà… Sarò il primo a dire di chi è la colpa: di quelle alte cariche che non hanno pensato alle conseguenze negative di tanta retorica.

Sarà anche che Borghezio, così come il suo segretario di partito per molto meno, non si è mai tirato indietro di fronte al rischio di procurato allarme. Ma l’intervista prosegue. Ora non so voi, ma a Garibaldi noi si vuole bene: per questo segnaliamo il passaggio in cui si esamina meglio la storia del Risorgimento e del processo unitario:

Garibaldi entrò a Napoli scortato dai mafiosi e dai camorristi. Per questo andrei a fucilarne il cadavere e non certo a celebrarlo, mi si perdoni la provocazione. Questi sono fatti storici, la gente deve sapere che Garibaldi pagò le pensioni alle mogli dei mafiosi. È l’icona di “Roma ladrona”, un alleato della mafia, uno che ha portato i mafiosi nel Palazzo e non ha favorito il popolo e la gente per bene, come numerosi storici hanno inequivocabilmente accertato.

lo spezzone dell’intervista con queste affermazioni

Non c’è che dire, è proprio un bell’esempio di mondo alla rovescia! Rovesciamento? Qualcuno ha detto rovesciamento?

 

Potremmo pure raccontare la storia di quest’immagine, ma godetevela così

Comunque niente paura, Borghezio non si tocca. Come si potrebbe, dato che in così tanti lo stimano, lo seguono e riprendono le sue parole? Sorvoliamo sul fatto che le parole riguardino l’opportunità di sparare a colpi di mitra sui profughi (qui il video dell’assessore regionale veneto Stival).

Cambiamo argomento: passiamo ora dal borghezio-pensiero (?) alla fredda e grigia cronaca parlamentare. Alcuni di voi sapranno come in questi giorni si stia discutendo in Parlamento il disegno di legge di conversione del decreto cosiddetto “Milleproroghe”, quello che serve appunto a prorogare le scadenze dei termini di molti provvedimenti, disposizioni e adempimenti: nella fattispecie, questo contiene moltissime schifezze. Nella prima versione del decreto c’era anche la (ennesima) dilazione del pagamento delle multe degli allevatori che non hanno rispettato le cosiddette “quote latte” europee.

Il provvedimento è stato prima stralciato, poi -su pressione della Lega Nord- reinserito. E sapete da dove si sono presi i soldi per rientrare dalle multe stratosferiche che l’infrazione a livello europeo costa all’Italia? Citiamo dal sito Giornalettismo:

Una perla contenuta nel Milleproroghe approvato al Senato che concede un’altra proroga sulle quote latte agli allevatori accusati di aver “splafonato” (cioè prodotto più del dovuto) e che dovranno pagare le multe alla Comunità europea. Per accantonare i soldi e permettere al provvedimento di non essere incostituzionale, le risorse — 5 milioni di euro — si sono prese dai fondi per la ricerca oncologica.

Capito? C’è però un grandissimo lato positivo che questo provvedimento, a guardar bene, contiene: augurare un cancro a costoro non sarà mai stato così profondamente appagante.

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3 commenti

  1. Secondo me, Borghezio non esiste, poi fate come vi pare. MAH!


    • Non sai quanto mi piacerebbe… Di’, li hai visti i video dei consiglieri regionali della Lega sull’Unità d’Italia?


      • Sì, un paio sul tubo, della Lombardia soprattutto



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