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“Bologna è una vecchia signora, dai fianchi un po’ molli”

4 giugno 2010

Siccome quegli stronzi di WordPress vogliono QUATTRINI per fare caricare su un blog direttamente un file audio o video, incolliamo direttamente il precario collegamento dal TuTubo.

Più che altro, mi piacerebbe avviare una discussione intorno  al tema “Bologna/non Bologna”. Visto che non siamo più nel 1981 (anno in cui uscì l’album “Metropolis”), sono ancora attuali le parole del Guccio? Oppure, senza cadere nella retorica del ‘degrado’ (e si stava meglio quando la sera si poteva uscire e passeggiare e non c’era tutta questa sporcizia e questi immigrati e gli studenti etc etc), Bologna è scaduta a livello di politica culturale e scena musical-letteraria-universitaria, nella totale insipienza dei suoi passatisti abitanti?

Personale opinione? Bologna come la Pankow d’Italia [EDIT: mi è stato fatto notare che bisognerebbe segnalare ai più che Pankow è il quartiere della Berlino Est dove risiedevano molti dei funzionari di partito della DDR. Eccheccavolo, i CCCP non vi hanno insegnato niente?]. Indipendentemente dalla bontà del ‘modello-Bologna’, se mai è esistito (su questo risponderei di sì, e che ha avuto un senso fino al 77), ha funzionato finché è durato il Partito. Da allora, tentativi più o meno lobbistici di rilancio e convulsioni politico-culturali. Magari, chi è fuori sede la vede diversamente… Sono aperti i commenti!!

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E con questo, a occhio, finiamo il riciclo. Nuove idee, please.

28 maggio 2010

(aggiusta il microfono) BZZZ -Si sente?
(Applausi dalla sala)
-Care compagne e cari compagni… (continuano gli applausi) grazie.
Care compagne e cari compagni, è con fermo proposito che mi presento
davanti a quest’assemblea. E, lasciatemelo dire, non sono del tutto
d’accordo con le conclusioni cui è giunto il compagno XXXXX poco prima
di me. Non si procedette noi alla gloriosa fondazione dell’Idioteca
per scavare un cuneo di socialità nel grigiore intellettuale di questa
città? E non si volle noi ricominciare dalle strade e dalle piazze
così spesso negate, senza chiedere il permesso per liberare i nostri
copri e i nostri immaginari? (dal fondo della sala: -Bene! -Bravo!)
Per comiciare da noi stessi, da tutte e tutti, a sognare e a costruire
dal basso una zona franca in questa città? (-è vero!) Allora, care
compagne e cari compagni, è d’uopo riannodare quei fili della memoria
che ci permettono di riflettere su noi stessi, di avere un punto
d’appoggio a partire dal quale lottare per una visione radicalmente
altra di questa società capitalistica? Sento dire d’ogni dove:
movimento, movimento! Ma, non è altresì vero che dobbiamo partire,
oggi più che mai, da un’analisi (dalla sala brusii, contestazioni:
-non è vero! Movimento!)… Compagni, vi prego. Un’analisi, dicevo, di
quello che è stato il movimento “storico” in questa città, di cui
siamo -piaccia o non piaccia- successori, ed interrogarci, anche, su
quelle che qualcuno ha chiamato le ragioni storiche di una sconfitta?
Come si fa a recuperare la fantasia del sogno se non innerviamo
profondamente la realtà e allo stesso tempo crediamo di essere i primi
a sognare? Se non sappiamo farlo insieme con qualcun altro, dandoci,
dando prima di tutto a noi stessi, gli strumenti culturali e sociali
perché l’Idioteca possa camminare da adulta con le proprie gambe
(-Bravo! -è così!)? Io intendo dunque, con gli altri compagni della
mozione, il lavoro culturale e letterario -che pure non dobbiamo
dimenticare nel suo momento “proprio”- come un tutt’uno con quello
sociale e politico che, ancora una volta, ci permetterà di parlare con
la voce forte della contestazione e del’immaginazione del nuovo a
questa città. Grazie. (convinti applausi)

Ok, tutta la parte prima non ha senso se non come divertissement
letterario-politico… Quel che volevo farvi sapere è che, se qualcuno
non l’avesse mai visto, è scaricabile gratuitamente in rete (e vai di
copyleft!) “Il trasloco”, documentario di Renato de Maria (-CHII?
-Quello di Paz… -AAAH…!) sul trasloco di un appartamento storico
del 77 bolognese con Bifo come voce narrante e un sacco di passaggi su
RadioAlice, Il Male, il femminismo e il movimento tutto -dura
un’oretta, guardatelo ORA:

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_trasloco (per informazioni)

http://www.ngvision.org/mediabase/212 (per scaricarlo, c’è il link in
basso sia dal mulo che dal sito proprio… buona visione!)

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