Posts Tagged ‘Radiohead’

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A quarant’anni sarò il re della pista

23 febbraio 2011

Era da un po’ che lo volevo scrivere: il nuovo video dei Radiohead con Thom Yorke che balla in quella maniera assurda facendo il figo essendo partito con una roba come “Creep” fa immaginare che ad anni di distanza ci sia speranza per tutti. Parodie del video di Lotus flower qui, qui e qui.

La canzone invece non è eccelsa, ma sembra migliorare con il numero di ascolti: però poi penso che non ci si deve fidare di questo criterio.

EDIT: uno non fa in tempo a scrivere il post che sul Post, con la maiuscola, ne raccolgono un sacco di parodie. Che poi, ovviamente, come poteva non esserci un Tumblr a proposito? Mi sa che se non creo una categoria diventerà la tag più grande di tutte.

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L’anno scolastico 1996/1997

18 gennaio 2011

Riascoltando “Irata” per scrivere il post precedente, mi veniva da pensare a quanto, durante l’adolescenza, notassi e fossi di volta attratto, infastidito, urtato, disgustato o incuriosito dagli stili di vestiario/musica che vedevo esibire dai miei coetanei o da amici poco più che tali.

Ogni vero adolescente esprime infatti l’unicità e preziosa irripetibilità della propria persona, nonché la sua totale lontananza dalla massa conformista e pecorona che-segue-solo-le-mode aderendo a una comunità generazionale che presenta al suo interno esattamente quei caratteri di conformismo e aderenza cieca a una moda. Ma non è questo il punto, e poi non voglio prendermela con gli adolescenti, troppo facile [avvertenza: questo non me li rende meno molesti e/o fastidiosi].

Quel che volevo dire è che allora certe distinzioni fra varie tribù metropolitane mi sembravano perfettamente rispondenti a divisioni di censo (truzzi=ricchi o sottoproletariato), di opinioni politiche (sinistra=zecche), di tendenze caratteriali (depressione=gothic), di voglia di menare le mani (i gabber, che immagino si siano estinti uccidendosi a vicenda dalle parti del 2001) o ancora il semplice bisogno di trovare qualcosa di simile ad una chiesa (i metallari). Le puntuali liti alle scuole medie erano una specie di guerra simulata, l’affermazione di una separazione che sarebbe stata destinata a durare in eterno tra chi ascoltava un certo tipo di musica e chi un altro.

 

Invece no: poi si diventa grandi e alcuni -molti- dismettono quelle vesti. Nell’età adulta rimane solo la distinzione tra gli imbecilli (un’ampia maggioranza dell’umanità, che sospetto in via di progressivo allargamento) e tutti gli altri. Dalla parte sana c’era chi, in quel torno d’anni o poco dopo (1995-1997) comprò Mellon Collie and the infinite sadness, OK Computer e Linea Gotica (o al massimo recuperò qualche anno dopo). Dall’altra, temo, tutti gli altri.

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Ma che, davero davero?!

17 marzo 2010

Mi stupisce assai che a nessuno sia ancora venuto in mente di caricare questo :

Video abbastanza assurdo da essere in linea con la canzone, tra l’altro…

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