Posts Tagged ‘amore’

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Da ‘L’ultimo nastro di Krapp’

13 dicembre 2010

Di Beckett. Traduzione dell’edizione italiana Einaudi,

…uvaspina, ha detto. Ho ripetuto che secondo me non avevamo speranza, che era inutile continuare, e lei mi ha detto di sì, senza aprire gli occhi. (pausa) Le ho chiesto di guardarmi e dopo un momento… (pausa) …dopo un momento lo ha fatto, ma gli occhi erano due fessure per via del sole. Mi sono curvato su di lei per farle ombra e allora si sono aperti. (pausa. a voce più bassa) M’hanno fatto entrare. (pausa) Andavamo alla deriva in mezzo alle canne e ci siamo arenati. Come si piegavano, sospirando, davanti alla prua! (pausa) Mi sono disteso su di lei, la faccia sul suo petto, la mano su di lei. Stavamo là, sdraiati, senza muovere. Ma sotto di noi tutto si muoveva, e ci muoveva, dolcemente, su e giù, da un alto all’altro. (pausa. Krapp muove le labbra ma non esce alcun suono) Dopo mezzanotte. Mai sentito tanto silenzio. La terra potrebbe essere disabitata. (pausa). Qui termina questo nastro. Scatola… (pausa) ….tre, bobina… (pausa) ….cinque. Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicità era forse possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non lo rivorrei indietro.

Krapp è un anziano scrittore che da decenni registra quel che gli accade, le sue considerazioni, le sue riflessioni su un magnetofono usato come diario. L’ultima cosa che decide di fare è ascoltare quei nastri: ripercorre la sua vita, il suo amore, la possibilità della scrittura o di qualche senso da qualche parte. Ero tentato di fare una lunga analisi sul testo, sul significato blah blah, poi ho cercato sul www e ne ho trovata una moolto degna a questo indirizzo.

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à Mademoiselle ***

26 maggio 2010

Una sorta di appendice virtuale al numero di Carne. E soprattutto, ricomincia a far caldo e quindi le fanciulle si svestono. Se Verlaine fosse nato 50 anni dopo ne avrebbe fatto dell’ottimo jazz.

Rustique beauté

qu’on a dans les coins,

tu sens bon le foins,

la chair et l’été.

Tes trente-deux dents

de jeune animal

ne vont point trop mal

à tes yeux ardents.

Ton corps dépravant

sous tes habits courts,

-retroussés et lourds,

tes seins en avant,

Tes mollets farauds,

ton buste tentant,

-gai, comme inpudent,

ton cul ferm et gros,

nous boutent au sang

un feu bête et doux

qui nous rend tout fous,

croupe, rein et flanc.

Le petit vacher

tout fier de son cas,

le maître et ses gas,

le gas du berger,

Je meurs si je mens,

Je les trouve heureux.

Tout ces culs-terreux,

d’ être tes amants.

Traduzione in impoetica prosa, ché non c’ho voglia (prossima volta v’imparate il francese):

Rustica bellezza, che si possiede negli anfratti, tu dai profumo al fieno, alla carne e all’estate. I tuoi trentadue denti di giovane animale non stonano affatto coi tuoi occhi ardenti. Il tuo corpo eccitante (lett. depravante) sotto i tuoi abiti corti -tirati su e pesanti, i tuoi seni in avanti, i tuoi morbidi polpacci, il tuo busto tentatore .gaio, come impudente, il tuo culo sodo e grosso, ci iniettano nel sangue un fuoco bestiale e dolce che ci rende del tutto folli, schiena, reni e fianchi. Il piccolo vaccaro tutto fiero del suo letamaio, il padrone coi suoi peti, i peti del pastore, possa morire se mento!, io li trovo felici, tutti questi zoticoni, d’essere tuoi amanti.

E leggete i commenti, pleeease.

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Non va via

25 febbraio 2010

Non va via il mal di gola che mi hai lasciato

Placche protuberanti in mucosa

Come sempre penso e mi autocensuro

Come sempre mi innamoro dell’aria

La stessa che mi graffia e occlude la trachea ora

La stessa così fredda e vuota a farmi sentir sola

Due mesi fa amavo ancora Marlèn,

dopo di lei Ludmilla , poi Sibel,

e ora amo te.

Mi chiedono che cosa significa allora per me amare

E io so dire solo banalità

Citare

Farfugliare.

So sconquassa da far male.

Sempre, anche quando è solo nostalgia

Mania

Della mia mente ipercinetica

Che deve avere per forza qualcuno

Da aspettare.

Voglio essere innamorata della vita per dio!

Di me stessa! Della libertà!

Voglio partire e vivere

E non stare qui a crogiolare

A darmi un motivo per campare…

Ma non credo abbastanza nel futuro, nella carriera,

penso che alla fin fine ogni mondo è paese

non credo ci sia una società propriamente migliore di un’altra

e quindi non desidero un altrove

ma solo una visione diversa del di qua.

Ella_Lou

Scritta il  19/12/2009

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