Archive for giugno 2010

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Kleine Fabel, von Franz K.

30 giugno 2010

“Ach”, sagte die Maus, “die Welt wird enger mit jedem Tag. Zuerst war sie so breit, daß ich Angst hatte, ich lief weiter und war glücklich, daß ich endlich rechts und links in der Ferne Mauern sah, aber diese langen Mauern eilen so schnell aufeinander zu, daß ich schon im letzten Zimmer bin, und dort im Winkel steht die Falle, in die ich laufe.”

“Du mußt nur die Laufrichtung ändern”, sagte die Katze und fraß sie.

Franz Kafka

[traduzione: “Ah”, disse il topo, “il mondo diventa ogni giorno più stretto. All’inizio era così ampio che avevo paura, continuavo a camminare ed fui felice di vedere finalmente a destra e a sinistra dei muri in lontananza, ma questi lunghi muri corrono l’uno verso l’altro così velocemente che sono già nell’ultima stanza e là nell’angolo c’è la trappola verso la quale cammino.” “Devi solo cambiare la direzione di marcia” disse il gatto e se lo mangiò.]

Buone 2500 visite a tutti (GNAM).

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Il Remi Gaillard dei poveri

30 giugno 2010

Oltre al titolo, altro non saprei dire intorno a questo video. Esso fa parte di una campagna promozionale dei famosi occhiali ‘finto-fico’ da hipster de noantri che, pure, si vedono in giro. Il tizio in questione si fa chiamare Mr Unbreakable Jay ed è il testimonial della campagna; degna di nota anche la sua lite verbale con Fabrizio Corona (quello che non perdona) per rivendicare la paternità della foggia degli occhiali.

La vera domanda è un’altra: perché gli squinternati di questo genere stanno tutti a Bologna?

La curiosità di tutto ciò sta in buona parte nella leggera morbosità del riconoscere i luoghi. Se invece vi va di guardare performance di ben altro livello, QUI trovate il canale Youtube di Remi Gaillard (quello vero) con tutte le sue uscite (pubbliche interruzioni di partite di calcio, tennis, gare ciclistiche,  etc: io voto su tutti quello di Mario Kart). Enjoy.

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Parlando di estate, quale vi piace di più?

28 giugno 2010

La versione originale come incisa nel 1960 da Bruno Martino:

Chet Baker:

Phil Woods:

Joao Gilberto:

Michel Petrucciani:

Vinicio Capossela:

Sergio Cammariere:

Fabrizio Bosso:

…Jaaaazzz…

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Idioband!/2

28 giugno 2010

E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re.

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La Cathédrale

27 giugno 2010

Per continuare con l’allegra contaminazione di idee saltando di palo in frasca, una tappa importante della formazione spirituale del ventisettenne Rilke fu la frequentazione dello scultore Auguste Rodin, cominciata in seguito al fidanzamento, poi matrimonio, dello scrittore con una allieva di lui.

Auguste Rodin spalancò alla scultura di fine secolo XIX la riscoperta della forma plastica. Partito da uno stile classicista, inizia a staccarsi dall’accademismo coi suoi primi lavori, finché lo studio di Michelangelo lo porta a rinnegare la copia dalla natura e iniziare il gruppo “L’età del bronzo”.

Poco dopo la sua passione per Dante e l’Inferno in particolare lo porta ad accettare la commissione per la porta in bronzo di un progettato Museo della Arti decorative, che non venne mai realizzato. “La Porta dell’Inferno” sarà il risultato, anch’esso incompiuto: un inno alla scultura e ai valori plastici e insieme il segno dell’emersione di un maggiore simbolismo.

La scultura di Rodin sarà sempre più caratterizzata da una sorta di estetica del frammento e dal prevalere di figure femminili (a livello personale ebbe molte amanti, tanto da essere definito “priapatriarca” dallo scrittore Paul Claudel che non perdonò mai allo scultore la sua relazione con la sorella scultrice Camille, assistente di Rodin, il quale ne riconobbe il talento -e ne trasse grandissima fonte d’ispirazione- ma non volle mai sposarla per non troncare la sua relazione con la propria serva: abbandonò Camille dopo un aborto spontaneo e molti anni dopo, dall’ospedale psichiatrico in cui verrà rinchiusa, ella ancora maledirà il suo nome) e di composizioni in cui la figura umana, pur in pose convulse, straniate o danzanti, è al centro della scena.

Non vi tedierò con lunghe dissertazioni sulla scelta del materiale compositivo, sull’analisi dei bozzetti preparatori delle opere o sulle citazioni dal Doré. Facciamola breve e giustifichiamo questo post: se ancora il nome di Rodin vi dice poco, le sue opere più famose sono senz’altro Il Pensatore, Paolo e Francesca (nota anche come Il bacio) e il monumento a Victor Hugo [sono dei link, se cliccate sulla parole in azzurro vengono fuori le immagini, stolti!].

In più, il museo Rodin (cioè: casa sua più giardino) è forse uno dei posti più belli di Parigi se non dell’intero globo.

Qui di seguito diamo conto di uno dei lavori più belli dell’artista, a parere insindacabile di chi parla, il cui titolo è “La cattedrale”.

[quest’ultima foto secondo me l’ha scattata la Zadra]

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Ma quando ti guardi intorno…

26 giugno 2010

Per chi non sapesse fare due più due, il film è ‘Il sesto senso’, il cui protagonista è appunto il celebre bambino che ‘vede la gente morta’… Invece la canzone è “Difficoltà nel ghetto” del giovane rapper rumeno Spitty Cash e dai suoi sodali Rulli e Cugio, che per la sua involontaria comicità è diventato un piccolo fenomeno del web, generando decine di video parodistici: vi consigliamo pertanto di andare immediatamente a vederlo.  http://www.youtube.com/watch?v=dMxUP7Dhb5M

Se invece proprio vi volete fare del male, QUI troverete il video di introduzione all’intero primo album: lui che rappa in un parcheggio di notte e va in giro per le strade in macchina ribadendo di essere gangsta.

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A un vincitore nel pallone

24 giugno 2010

Perché mettere Saba è troppo banale, e perché “doveva mettere a Cassano” è un testo breve per un post. Perciò, vi beccate il pochissimo nazionalpopolare Giacomino Leopardi in una singolare riflessione sul rapporto tra sport e spirito nazionale, in endecasillabi e settenari. E comunque se la risposta è Iaquinta, la domanda è sbagliata.

Di gloria il viso e la gioconda voce,
Garzon bennato, apprendi,
E quanto al femminile ozio sovrasti
La sudata virtude. Attendi attendi,
Magnanimo campion (s’alla veloce
Piena degli anni il tuo valor contrasti
La spoglia di tuo nome), attendi e il core
Movi ad alto desio. Te l’echeggiante
Arena e il circo, e te fremendo appella
Ai fatti illustri il popolar favore;
Te rigoglioso dell’età novella
Oggi la patria cara
Gli antichi esempi a rinnovar prepara.

Del barbarico sangue in Maratona
Non colorò la destra
Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,
Che stupido mirò l’ardua palestra,
Né la palma beata e la corona
D’emula brama il punse. E nell’Alfeo
Forse le chiome polverose e i fianchi
Delle cavalle vincitrici asterse
Tal che le greche insegne e il greco acciaro
Guidò de’ Medi fuggitivi e stanchi
Nelle pallide torme; onde sonaro
Di sconsolato grido
L’alto sen dell’Eufrate e il servo lido.

Vano dirai quel che disserra e scote
Della virtù nativa
Le riposte faville? e che del fioco
Spirto vital negli egri petti avviva
Il caduco fervor? Le meste rote
Da poi che Febo instiga, altro che gioco
Son l’opre de’ mortali? ed è men vano
Della menzogna il vero? A noi di lieti
Inganni e di felici ombre soccorse
Natura stessa: e là dove l’insano
Costume ai forti errori esca non porse,
Negli ozi oscuri e nudi
Mutò la gente i gloriosi studi.

Tempo forse verrà ch’alle ruine
Delle italiche moli
Insultino gli armenti, e che l’aratro
Sentano i sette colli; e pochi Soli
Forse fien volti, e le città latine
Abiterà la cauta volpe, e l’atro
Bosco mormorerà fra le alte mura;
Se la funesta delle patrie cose
Obblivion dalle perverse menti
Non isgombrano i fati, e la matura
Clade non torce dalle abbiette genti
Il ciel fatto cortese
Dal rimembrar delle passate imprese.

Alla patria infelice, o buon garzone,
Sopravviver ti doglia.
Chiaro per lei stato saresti allora
Che del serto fulgea, di ch’ella è spoglia,
Nostra colpa e fatal. Passò stagione;
Che nullo di tal madre oggi s’onora:
Ma per te stesso al polo ergi la mente.
Nostra vita a che val? solo a spregiarla:
Beata allor che ne’ perigli avvolta,
Se stessa obblia, né delle putri e lente
Ore il danno misura e il flutto ascolta;
Beata allor che il piede
Spinto al varco leteo, più grata riede.

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