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Epitaffio all’Idioteca – Giugno 2011

7 luglio 2011

Siamo stati.
Per quasi tre anni e sette numeri di giornale siamo stati.
Siamo stati parto e nascita.
Siamo stati limite e periferia.
Siamo stati sintesi.
Siamo stati frammentazione unitaria.
Siamo stati carne speziata.
Siamo stati fabbrica
fino ad essere paralisi.
E ogni volta siamo stati,
e lo siamo stati così tanto, che pian piano ci siamo svuotati,
come si svuota una bottiglia di vino in una bella serata.
Sgangherati, come volevamo, lo siamo stati,
rumorosi siamo stati, improbabili, approssimativi, lenti…
Potevamo non esserlo. Potevamo rimanercene al calduccio tra quelli che “si sono rotti il cazzo di tutto”,
potevamo non angosciarci per organizzare serate e feste disorganizzate,
potevamo scrivere su “Onda anomala”, “Sinistra Universitaria” o “Pop Corner”, ma non l’abbiamo fatto.
Forse di essere Idioteca ne avevamo bisogno,
per imparare ad essere anche altro nel nostro futuro.
Ma l’importante, Signore e Signori, è che,
per dio,
SIAMO STATI!

 

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L’ultima festa dell’Idioteca

28 giugno 2011

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Catastrofi.

14 aprile 2011

“[…] Non vi sono catastrofi imminenti che non possono essere evitate; non c’è niente che ci minacci di una distruzione imminente in modo tale che siamo incapaci di evitarlo. Se ci comportiamo umanamente e razionalmente; se ci concentriamo freddamente sui problemi che incombono su tutta l’umanità, piuttosto che emozionalmente su problemi del XIX secolo, come sicurezza nazionale e orgoglio locale; se riconosciamo che il nemico non è il nostro vicino, ma la miseria, l’ignoranza e la fredda indifferenza delle leggi naturali – allora possiamo risolvere i problemi che ci incombono. Possiamo scegliere deliberatamente di non avere nessuna catastrofe. […]”

Isaac Asimov – tratto dalle conclusioni di Catastrofi a scelta (1979)

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Segnalazioni sparse.

11 aprile 2011

Almeno siamo coerenti e non cerchiamo un titolo figo che tenga insieme della cose che nei fatti insieme non ci stanno.

1) Stasera alle 21, al Vag61 si presenta il volume sulla “Volante Rossa” alla presenza dell’autore. Partecipazione caldamente consigliata.

2) Sul blawg dei Wu Ming, traduzione dell’intervento di Wu Ming 1 alla University of North Carolina sul tema “A cosa assomiglia una rivoluzione?“. Per l’occasione vengono introdotti Proust, Majakovskij, Deleuze, la stampa socialista italiana nel 1917 e altro ancora. Lungo ma necessario. Riportiamo:

Un movimento rivoluzionario non si espande per contaminazione, ma per risonanza. Qualcosa che si costituisce qui risuona con l’onda d’urto di qualcosa che si costituisce laggiù. Il corpo che risuona lo fa nel modo che gli è proprio. Un’insurrezione non è come l’espansione di una pestilenza o di un incendio nel bosco – un processo lineare che si estenderebbe col contatto ravvicinato a partire da una scintilla iniziale. E’ piuttosto qualcosa che prende corpo come una musica, le cui sedi, anche quando disperse nel tempo e nello spazio, riescono a imporre il ritmo della propria vibrazione. A prendere sempre più spessore. Fino al punto in cui qualunque ritorno alla normalità non possa più essere desiderabile, e nemmeno attuabile.

3) Mentre siamo “distratti” dalla guerra in Libia (e anzi quasi ci dimentichiamo anche di quella), continuano i massacri dell’aviazione israeliana a Gaza.

4) Non so se è un problema solo mio, ma a me la cover di “Where is my mind?” dei Pixies che si trova nella colonna sonora di Sucker Punch piace. Ora, ascoltatevela e ditemi se devo farmi curare.

5) Ora, l’altro giorno -dramma planetario- Sasha Grey si è ritirata dalle scene di QUEL tipo di film. In segno di lutto molti hanno portato una fascia nera alla mano, ma non è questo il punto. Il punto è che a conclusione della nota su Facebook con cui ha comunicato il suo ritiro ha firmato “Lotta Continua”. In italiano.

Se Sasha Grey si unisce alla sinistra rivoluzionaria fidatevi che per il movimento è la volta buona.

6) L’onorevole Domenico Scilipoti, del gruppo parlamentare dei Responsabili promuove, alla Camera, un incontro con Pippo Franco e altri oratori su omeopatia, lettura dell’aura e scie chimiche.

7) Cosa cerca chi parte dall’altra sponda del Mediterraneo, quali sogni ha chi parte a 20 anni per un altro paese? Ce lo spiega benissimo Gabriele del Grande, grazie a una canzone.

8) Un modellino a tre piani di New York ricreata in maniera assai strana da Alan Wolfson, via il Post.

9) Gente che vuole camminare “Da Milano a Napoli ricuciamo l’Italia con i nostri passi. In un viaggio da fare insieme attraverso l’Italia, a piedi.” e parte il 20 maggio, tutte le informazioni del caso su Carmilla.

10) Se sapete l’inglese bene e volete tenervi aggiornati con della buona informazione su quel che continua a capitare in Algeria, Bahrain, Gibuti, Costa d’Avorio (vista la situazione), Arabia Saudita, Swaziland, Siria, Tunisia, Emirati arabi uniti e Yemen ecco un post contenente tutti i link che possiate desiderare.

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Paralipomeni della batracomiomachia RELOADED

10 aprile 2011

E niente, mi annoiavo. L’ho fatto talmente alla cavolo che appena c’ho voglia lo sistemo anche un po’ meglio.

ma proprio tanto annoiato, mi sa

Secondo me se la vede Michael bay chiede alla Pixar di farci un film.

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Da un grande potere.

8 aprile 2011

Recentemente mi è capitato di dover pensare (grazie a questo post su un blog alquanto pheego) a quale fosse il superpotere che desidererei avere.

Ora, molte sono le possibilità -dall’eterna giovinezza al volo alla superforza al poter viaggiare nel tempo: tutti questi e molti altri sono stati citati nei commenti al post e anche chi scrive ha dato il suo contributo, cercatevelo se vi va.

Ma, dati gli ultimi sviluppi della situazione internazionale, penso che il potere che sceglierei sarebbe un poco inconsueto: quello di teletrasportarmi automaticamente ovunque qualcuno pronunci o scriva la frase “perché tutti quelli che vogliono gli immigrati non se li mettono a casa propria?” (o varianti consimili), tirare al suo indirizzo un fortissimo manrovescio e potere riteletrasportarmi a casa.

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“La maestra non ritenne di fare altre domande.”

7 aprile 2011

Spero che tutti coloro che leggono regolarmente questo blog, o che anche solo vi ci sono capitati cercando altro (e che altro!), conoscano se non proprio l’intera discografia degli Offlaga Disco Pax almeno quel piccolo capolavoro amarcord in sedicesimo che è Robespierre.

[EDIT: ma ‘sti cazzi, metto anche il video di Robespierre:]

Ecco, quei geniacci del sito di satira ScaricaBile (di preciso questi qua) si sono messi di buzzo buono ed hanno creato questa figata:

Inquietante quanto volete, ma sempre figata. Per chi vuole, si scarica qui.

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