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“Acciacca lo zingaro!”: neofascisti, neorazzisti e no.

10 febbraio 2011

Dice: mica c’è da preoccuparsi, quelle neofasciste sono posizioni sbagliate, ma in una democrazia tutte le idee hanno pari cittadinanza. IL CAZZO.

Detto questo, circola in queste ore la notizia della creazione del gioco in rete ed apparso (creato?) sulla pagina Facebook di Forza Nuova – Roma sud. Al netto delle agenzie che non riescono a non etichettare come “shock” quel che invece è imbecille e odioso, le cose sono andate come segue.

acciaccia lo zingaro!

Da La Repubblica – Roma:

“ACCIACCA lo zingaro”. È il titolo del terribile gioco a premi pubblicato su Facebook da Forza Nuova Roma Sud. “Possono partecipare tutti – è spiegato nel regolamento – basta avere un qualsiasi mezzo di locomozione che cammini, più è grosso e più va veloce sarà facilitato nella raccolta dei punti”.

In realtà, servirebbe una parziale correzione su questo punto. Il commento proseguiva, “MA SI PUO’ PARTECIPARE ANCHE CON LA BICICLETTA DOVRETE PASSARCI SOPRA PIU’ VOLTE“. Credevo doveroso farlo notare.

E nella stessa pagina zeppa di citazioni fasciste si trovano altri commenti contro i rom. Nello spot per il macabro gioco, con un video pubblicato su Youtube dal titolo “La rovina dell’Italia”, si vedono immagini di campi in fiamme, un fumetto del ministro Maroni con il pollice sporco di inchiostro per le impronte digitali e la scritta “Italia Uno”, la frase «stop ai ladri», il fermo immagine sul lancio di una molotov, vigili del fuoco che spengono roghi, baraccopoli sotto a un ponte, le fasi successive a un incendio in un campo, una baracca bruciata.

Il video in questione [attenzione: è una visione davvero pesante da sopportare] lo trovate qui sul Tubo. E soprattutto, per capire l’aria che tira, leggete i commenti al video -cose tipo “i rom andrebbero deportati e messi nei campi di concentramento…” oppure “Ora basta… bel video, basta con questa democrazie, vengono a casa nostra a comandare e io sai cosa vi dico rimandiamoli indietra e calci nel culo“. Ricordate? Niente di troppo diverso da quel che già il nostro blog aveva raccolto sullo stupro di Guidonia. A dirla tutta, la federazione roma di Forza Nuova ha già preso le distanze dal gruppo, pure messo in piedi da iscritti, ed annuncia sanzioni per gli stessi, visto che “La nostra linea politica sulla questione rom è chiara”: di Forza Nuova e delle sue posizioni parlammo qui.

Eccoli qua

Giornalettismo segnala giustamente che il gruppo preesisteva di qualche giorno al rogo delle baracche: quando altri utenti vi sono capitati, è stato segnalato e rimosso da Facebook dopo poche ore. Ora, è chiaro come il sole che Facebook non c’entra niente e non costituisce un motivo di ulteriore o particolare gravità rispetto alla vicenda in sé: le frasi e gli umori sono gli stessi che chi li ha scritti probabilmente non si vergogna di pronunciare a voce alta. Semmai quel che anche la saggistica inizia a chiedersi è se quel tipo di discorso non abbia iniziato a fare breccia anche nel campo democratico, sia insomma “passato”. Aggiunge a ragione il blog di PianetaTech, da cui è ripreso anche lo screenshot del gruppo FB, che

Il particolare più inquietante è rappresentato dal fatto che l’invito ha raccolto immediatamente adesioni e commenti positivi da parte dei simpatizzanti del gruppo, che hanno mostrato il proprio compiacimento verso il recente incendio nel campo nomadi di Roma, nel quale sono deceduti quattro bambini.

Lo ricorda anche il lancio Ansa. Ovviamente i neofascisti odiano Alemanno e Polverini quasi quanto i rom stessi, proprio perché una volta camerati e ora, dicono, vendutisi per la poltrona: “lutto cittadino a roma x la morte d 4 zingari??? questa è l’italia…. ammazzati alemanno!!!!!” e “Sono morti bruciati quattro bambini rom. Adesso Roma è inquinata dal loro fumo. Addirittura lutto cittadino. Bravo Alemanno!“. Egli ha ovviamente condannato il gruppo Facebook e Forza Nuova, anche se sembra quasi più preoccupato di tenere (?) pulita la reputazione dei romani che dell’episodio di intolleranza in sé.

di sgomberi si muore

Che poi il sindaco Alemanno nel suo mandato sia stato solidale con i rom sarebbe tutto da dimostrare, considerato che invece vi sono tutte le prove di un accanimento negli sgomberi dei campi e delle roulotte, regolari o no che siano. Accanimento con aspetti extra legem e che ovviamente non può risolvere il problema della povertà, della scolarizzazione e di alloggi decenti, ma in compenso sposta da un luogo all’altro centinaia di persone. Questo pomeriggio chi non è d’accordo con quella politica si trovava per un presidio in Campidoglio: bravi. Se poi volete vedere delle bellissime foto scattate nei campi rom della mostra fotografica “A forza di essere vento” organizzata dalla Regione Toscana per la giornata della Memoria, trovate la gallery sul sito del Post.

Ciliegina sulla torta, siccome (ricordate?) con un pranzo a base a di pajata e polenta leghisti e postfascisti hanno ufficialmente fatto pace, anche il forum ufficiale di Radio Padania Libera, di cui avevamo già parlato qui e qui, l’ottimo Daniele Sensi dal suo blog ci informa che nel frattempo “Acciacca lo zingaro” ha fatto proseliti! Citiamo testualmente, al di là dei congiuntivi sbagliati: “un gioco che appassiona sia grandi che piccini, che grazie all’aiuto di importanti informatici ha reso il gioco divertente e nello stesso tempo impegnativo. Cosa aspetti? Tuffati anche tu nello splendido mondo dei campi rom per poi bruciarli!“. A chiudere, uno smiley sorridente.

 

dal forum di Radio Padania

Non so voi, ma io provo rabbia e senso di vomito.

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Niente

8 febbraio 2011

Cesare Bossetti, consigliere della Lega di Varese e di Radio Padania (eletto senza preferenze, nel famigerato listino di Formigoni), durante il minuto di silenzio per i quattro bambini rom morti a Roma (richiesto dal Pd e concesso dal presidente Davide Boni, leghista anche lui), non si è alzato in piedi.

Il minuto di silenzio si fa per questo motivoContinua Civati sul suo blog,

Non ho niente da aggiungere, né da commentare.
Neanche noi. Ci sarebbe anche una replica del tipo, ma no, veramente, dài.
UPDATE: non so, consigliere, vuole anche una pala, così scava meglio (dando comunque adddosso all’immigrazione, così, a muzzo)?
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Venerdì, sushi.

6 febbraio 2011

Riporto da qui:

Ho appena visto la pubblicità di una grossa macchina che come esempio di trasgressione e indice del “coraggio d’essere differente” recita il mandare al diavolo il sushi del venerdì e il brunch della domenica. Meritereste che la realtà vi aprisse un crepaccio sotto i piedi, d’un tratto e senza neanche fare rumore.

Amen.

La pubblicità di cui si parla, per inciso, è quella della nuova Mercedes GLK (che peraltro il doppiaggio secondo me migliora rispetto all’inglese). Ora: la pubblicità come montaggio e come musica è bella ed efficace: posso persino appoggiargli la parte sui vernissage. Ma, no. Sushi del venerdì e brunch della domenica no, vale solo a Milano. E Milano fa cagare.

Anche perché stiamo parlando di quest’automobile, da 35.000 euri in su. Va detto però che la pubblicità ha un altro pregio nascosto: vale a dire, non è la peggiore ripresa del monologo conclusivo de “La 25a ora” di Spike Lee. La palma va a questo, una delle cose più FAIL della storia.

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Se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato

17 dicembre 2010

Ancora sui fatti di Roma, dopo molte strumentalizzazioni, sospetti di infiltrati che probabilmente non c’erano, lettere di Saviano, risposte incazzate, controrisposte, dibattiti teorici sull’uso della violenza che potrebbero essere stati fatti trent’anni fa e presa di distanza da quella stagione.

Dunque: la lettera savianea dai toni a tratti inutilmente sprezzanti la trovate qui; sostanzialmente dice che c’erano i pochi violenti e tutti gli altri e che chi violento non è non dovrebbe giustificare l’incendio di una camionetta: questo è quel che vogliono loro, occhio alla strategia della tensione, etc. La prendiamo a pretesto come metonimia di tutte le critiche, non in quanto tale.

Al di là del tono, ha la grandissima debolezza del non aver capito quel che è successo: non, per esempio, la devastazione della sede della Protezione Civile (video qui dal min. 2:36) da parte degli aquilani e dei terzignesi legittimamente incazzati come faine.

Per delle risposte a R.S. molto incazzose si può andare qui: tra l’altro, si scrive

In realtà è proprio Saviano a dimostrarsi del tutto ignorante sulla strategia della tensione ed a rivelare pubblicamente il suo ruolo di pompiere e di depotenziatore del conflitto sociale, un ruolo per il quale è stato costruito e intorno al quale hanno costruito una sofisticata operazione culturale ed editoriale.

La critica principale è quindi: “quel che è successo a Roma si chiama conflitto sociale, non ha mediazioni ed è tanto più utile quanto più si approfondisce“. Risposte “di movimento” -scritte con l’inevitabile gergo di movimento che fa cagare- anche qui (“Quello di Roma è stato un gran giorno perchè abbiamo fatto paura, e non solo ai celerini schierati in piazza” Tutti insieme famo paura, si cantava: chiediamocelo -facciamo paura davvero?). Anche tale Paolo di Bologna (a cui si accoda il Bartleby, che evidentemente non aveva voglia di creare saperi sociali) risponde a Saviano qui su Global Project. Molte cose un po’ scemotte, ma una bella frase:

Pensaci un attimo, sono due mesi che la gente scende in piazza e questo movimento non ha ancora un nome, come nei romanzi di Saramago. Siamo sempre “quelli che hanno fatto questo” oppure ci dicono che siamo di un luogo “quelli dell’Aquila, di Terzigno”. E’ una forza, non credi? Vuol dire che siamo indefinibili: siamo quello che facciamo.

In ogni caso il merito è quello di uscire dall’alternativa violenza/nonviolenza: si è usata la violenza come un mezzo, dopo averlo ritenuto proporzionato, non è che la scelta è tra un corteo, un presidio o “la violenza”.

In compenso, Saviano peggiora la sua situazione, forse la risposta migliore è quella del sociologo Alessandro Dal Lago (che ha scritto quest’anno “Eroi di carta”) oggi sul manifesto che si conclude così: “Questione ben più seria è che sbocco avrà questo movimento, analogamente ad altri che si diffondono in Europa, perfino nella già compassata Inghilterra. Ma il primo passo per discuterne è prenderlo sul serio, rinunciare ai luoghi comuni rassicuranti…

E allora, la vogliamo fare un’analisi seria? Chi c’era in piazza del Popolo ha perlopiù condiviso quel che stava succedendo: solo suggestione collettiva della violenza? Marco Belpoliti sulla Stampa dice cose vere:

Se le rivoluzioni coltivavano il sogno dell’assalto al Palazzo d’Inverno, conquista del centro simbolico del potere, la rivolta avviene in modo molecolare con l’intento di condizionare materialmente l’andamento normale delle cose.

Intanto, molti oggi commentano l’articolo di Jon Savage sul Guardian sugli Smiths, ma noi ne abbiamo scritto ieri per primi, gnè gnè: però, tutti lo fanno meglio di noi e due ottime letture sono Simona Siri e Matteo Bordone (bellissimo articolo, peccato per la chiusa, anche se non è paternalistica, va detto).

Alla fine, una delle cose più belle che abbia letto su tutta questa faccenda, ai margini delle assemblee e di tutto il resto è qui sul Post: il racconto di un ragazzo qualunque, che ha partecipato all’Onda e se n’è andato schifato dai collettivi, che a Roma c’era e si è trovato ad essere d’accordo su quel che vedeva -quasi suo malgrado. Inizia così:

Io a Roma c’ero.
Quello che voglio qui raccontare non è tanto l’esperienza di quelle ore: chi c’era, chi è stato, chi ha cominciato per primo, poliziotti infiltrati sì, poliziotti infiltrati no.
Io voglio spiegare perché istintivamente guardavo quelle macchine bruciare e la mia testa diceva è sbagliato ma non potevo fare a meno di essere contento.

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Non chi resta che.

15 dicembre 2010

Dopo la giornata di ieri, su cui commentare alcunché è superfluo -per chi era a Roma, sappiamo cosa abbiamo visto e sentito; per gli altri: compratevi il manifesto di oggi che è l’unico che non sproloquia di black bloc (anche perché usarlo al plurale è sbagliato: IL black bloc = blocco nero, non I black bloc). Sembra dunque opportuno celebrare nel bene e nel male con la satira dell’ottimo blog collettivo Spinoza.it, che  ha pubblicato su Facebook delle foto commentate riferite agli scontri di ieri. Queste sono tre, per le altre basta cliccare sul link alla sua pagina Facebook

Ah, se non eravate mai stati su Spinoza, non siete nessuno, sappiatelo.

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Questo ha capito tutto.

15 dicembre 2010

“Al fine di proteggere le sedi istituzionali, cuore della democrazia e della liberta’ del nostro paese, e preservare i beni della Capitale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, ho presentato al Senato una mozione affinche’ siano vietate le manifestazioni nel centro di Roma, nei pressi delle sedi istituzionali, in concomitanza di lavori parlamentari importanti”

Stefano de Lillo, parlamentare PDL

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Roma, 20 settembre 1870

20 settembre 2010

Intendiamoci, nulla di personale.

E’ solo che tra tutte le varie celebrazioni bipartisan per il decreto-legge su Roma capitale, mentre il cardinale Bertone è presente alle celebrazioni per il XX settembre perché invitato nel rispetto di un ritrovato accordo tra le istituzioni laiche e quelle ecclesiastiche per il bene comune della Nazione per superare sterili contrapposizioni ereditate dal passato, ecco (vietando tra l’altro le manifestazioni a Porta Pia per la giornata di oggi);

il blog dell’Idioteca ci tiene a ricordare che se siamo arrivati a questo punto è perché abbiamo dovuto invadere militarmente un cazzo di stato teocratico assoluto, senza libertà di stampa, culto e nemmeno opinione, burocratico e clericale, tenuto in piedi da truppe straniere, alleato dei peggiori reazionari d’Europa e che ha deliberatamente fomentato rivolte nei territori conquistati dalle truppe sarde prima e proibito la partecipazione della maggioranza della popolazione alla vita pubblica poi.

Oh sì, certo, non che siamo rimasti a quel punto; non che la Chiesa Cattolica non si sia evoluta; non che tutto quel che c’è stato dopo sia stato meglio di quel che c’era prima; ma ci tenevamo a ribadirlo.

Anche perché se abbiamo la libertà di farlo, è perché quelli hanno perso contro la direzione che prendeva la Storia, bitches.

Bonus: ma sì, esageriamo. Questa è la manifestazione di quei simpaticoni dei Radicali ieri, per tutta la registrazione QUI.

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