Posts Tagged ‘antifascismo’

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This is what you get when you mess with us.

29 marzo 2011

Che poi, sì, ovviamente chi scrive su questo blog spesso e volentieri vede i molti difetti di una città come Bologna, come si ragionava in questo post.

Alle prossime amministrative la Lega (pare) si presenterà con il proprio candidato, il segretario provinciale Manes Bernardini, e prenderà probabilmente un fracco di voti e ovviamente sta già inondando la città con i propri osceni manifesti.

Però ogni tanto ci si rincuora a vedere la risposta cittadina.

via Marconi

Questo qui sopra è ciò che ha vergato una mano anonima. Invece quelli del collettivo Bartleby, per pubblicizzare la giornata di mobilitazione di sabato scorso, hanno “hackerato” alcuni manifesti così:

E siccome la stampa mainstream proprio non può fare a meno di definire “shock” quel che è semplicemente razzista (ne parlavamo già qui), un passo avanti glielo fa fare un’altra campagna (sistematica) contro i manifesti suddetti, condotta da benemeriti anonimi.

cortesia de La Repubblica Bologna, che ci crede così scemi da non saper fare uno screenshot

Per carità, non che questo significhi che la Lega non passi. Ma che non passa indisturbata, e in qualcuno non passerà mai.

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Bravi.

26 febbraio 2011

Questo post verrà aggiornato nelle prossime ore quando avremo maggiori informazioni sia da siti militanti che giornalistici che, soprattutto, da testimonianze dirette della giornata di mobilitazione antifascista contro un convegno a cui partecipava Casa Pound, quindi verrà modificato a breve. Nel frattempo, una breve cronaca riassuntiva sul sito di Repubblica, dove trovate anche le foto della giornata -mentre su ZeroInCondotta c’è il liveblogging della giornata con anche video e audio!

Intanto: bravi.

la home di Repubblica

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Cinque storie bellissime

24 febbraio 2011

Catherine Pozzi, poetessa (1882-1934) "L'orrore della mia vita è la solitudine. Giacché io sono un'inferma. Non posso raggiungere gli altri, mai. Di qui, queste intossicazioni per un sentimento, e questi eccessi di materia spirituale."

Chi di voi conosce L’Enciclopedia delle donne? Il nome parla per sé: essa è un progetto collettivo di donne e uomini che

da sempre si propone di radunare, illuminare, costruire e divulgare. Che cosa?

Intanto la conoscenza, nomi e cognomi. Ogni nome e cognome fa una storia, e ogni storia singola va in un paesaggio pieno di storie, e tutto diventa la Storia. Ma senza la storia delle donne – di tutte le donne – non si fa una bella Storia: si fanno degli schemi, delle approssimazioni, dei riassunti che non somigliano più a niente. E che fan danno.

L’altra cosa che si divulga da sé facendo un’Enciclopedia delle donne è l’idea della libertà: la conoscenza delle donne in carne e ossa del passato e del presente, al pari dell’esperienza, sgretola le grate di quei pochi, limitati modelli a cui la loro vita (destino, vocazione, intelligenza, desiderio) viene ancora ricondotta.

"L'eccezione conferma la regola e al tempo stesso la invalida... Sono ossessionata dall'eccezione."

Ma questo non vuole essere un post sull’Enciclopedia: vuole essere uno spunto per prendere, da lì, cinque storie cinque: 5 biografie femminili tutte diverse (ma forse non così tanto) e distanti tra loro (ma forse non così tanto). Sono le storie di partigiane, resistenti, scrittrici, artiste, poetesse, aticonformiste:

Joyce Salvadori Lussu

Marcela ed Elisa

Claude Cahun (nata Lucy Renée Mathilde Schwob)

Ondina Peteani

Catherine Pozzi

Leggetele.

 

[Ulteriore nota: le curatrici del progetto dell’Enciclopedia sono Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli: ma gli autori e le autrici sono veramente tanti. I contenuti dell’Enciclopedia sono disponibili sotto una licenza Creative Commons 2.5 e a tutto questo si accompagna pure un blog, Lo specchio delle dame.]

Claude Cahun, "I.O.U.", 1929-30

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Sabato pomeriggio: neofascista, non andare via…

9 gennaio 2011

Foto dal Resto del Carlino, copyright Fotoschicchi

Che cos’è capitato ieri pomeriggio a Bologna?

Càpita questo: che il gruppo politico di estrema destra Forza Nuova, su posizioni che richiamano apertamente il neofascismo (molti dei dirigenti nazionali, a partire dal fondatore Roberto Fiore, sono passati dall’eversione nera negli anni ’80) abbia chiesto e ottenuto il permesso di stazionare in piazza dell’Unità, in zona Bolognina, con un banchetto di raccolta firme. Lo scopo è duplice, si legge nel comunicato stampa di Forza Nuova: il primo è quello di aprire ufficialmente la campagna elettorale per le comunale 2011 -ricordiamo che nel 2009 il movimento a Bologna candidò il sacerdote lefebrviano Giulio Tam, noto per le sue posizioni antiabortiste, anti-immigrazione, negazioniste e con una predilezione a fare il saluto romano, prendendo 451 voti, lo 0,2%.

Una manifestazione di FN

Il secondo è protestare, citiamo:

contro il nuovo decreto flussi del  Governo grazie al quale 100.000  nuovi immigrati entreranno nel  nostro paese nell’anno in corso  (senza contare i successivi inevitabili  ricongiungimenti familiari) in un  momento in cui la disoccupazione sta flagellando gli ancor minimi livelli di dignità economica della nostra popolazione e 7.000.000.000 di euro, ogni anno, sono inviati dagli immigrati nei rispettivi paesi d’origine sottraendosi così ai nostri circuiti economici e commerciali ed impoverendo il nostro tessuto sociale. L’immigrazione è una risorsa per pochi attori economici ed un flagello per tutti gli altri.

fonte: agenzia Dire

Raccolta firme, dunque. Sennonché, l’autorizzazione fa notizia: ne scrivono le agenzie, venerdì 7 il lancio è ripreso da Radio Città del Capo e il blog della fu Assemblea antifascista permanente , annunciando mobilitazione per il giorno dopo. Questo perché piazza dell’Unità, per gli antifascisti bolognesi, non è un luogo qualunque: è stata teatro, il 15 novembre 1944, della cosiddetta battaglia della Bolognina, in cui caddero 6 partigiani. A questo si aggiunga la natura da sempre operaia del quartiere, fin dalla sua edificazione, e storicamente spostato a sinistra: per tutto questo il presidio dei neofascisti è sentito come una “squallida provocazione”.

Ma non è tanto questo il motivo per  cui Forza Nuova ha scelto piazza  dell’Unità: la motivazione è piuttosto  legata alla notevole presenza di  immigrati nella zona. Non è chiara la  relazione tra questo e la raccolta  firme contro il decreto flussi 2011 che  arriva dopo 2 anni senza decreto e ha  tra l’altro dei numeri bassissimi  rispetto alla media dei precedenti  (senza contare che il meccanismo stesso nasconde, di fatto, regolarizzazioni di cittadini stranieri già presenti in Italia con l’artificio di chiamare lavoratori dai loro paesi, alimentando nient’altro che sfruttamento del lavoro nero e microcriminalità), se non quella classica tra locale e globale che tanto premia i movimenti populisti contro l’immigrazione: ti senti impaurito perché in giro ci sono troppi stranieri e ti rispondono che sono le dinamiche economiche planetarie? Mentono, è colpa dei poteri forti, della lobby gay, i massoni li vogliono sfruttare qui mentre a casa loro starebbero bene, aiutiamoli a casa loro, l’Italia agli italiani etc. Facile facile.

Scrive un militante su questo forum, “Forza nuova dice no a questa nuovo assalto al tessuto sociale italiano e lo dice in un quartiere di Bologna dove ormai gli stranieri hanno percentuali preoccupanti”. Preoccupanti per chi, non lo dice.

Piccola parentesi: abbiamo citato dal thread dedicato al presidio sul Forum della Base Militante. Nello stesso thread i messaggi sono del tenore “L’immigrazione deve essere fermata, la situazione sta diventando insostenibile!”, tale Ustascia (giuro) sostiene che “contrastare l’invasione è un dovere di tutti”, altri, tutto in caps “BASTA CON GLI IMMIGRATI,NON LI VUOLE NESSUNO”, uno nella firma ha KOSOVO JE SRBIJA (Dio li fa e poi li accoppia, ricordate? Ne avevamo parlato anche qui), oppure che sull’immigrazione “La gente si sta abituando, sta socializzando, a differenza di qualche anno fa. E’ quello che vedo io quando giro per la strada, sta diventando un fenomeno irreversibile, sarà sempre peggio! Il brutto è che non c’è più nulla da fare…..” Ora, il web è e deve rimanere libero e costoro hanno il sacrosanto diritto di pensare e soprattutto scrivere quel che credono. Io ho quello di mandarli a fare potentemente in culo. Riprendiamo.

Che succede ieri? Il solito copione visto così tante volte.

Succede che alle 16, puntuali, arrivano 5-6 militanti di Forza Nuova, preceduti già da parecchio dalle camionette della polizia e da un consistente numero di agenti in tenuta antisommossa, tutti lì in piedi ed annoiati. Dal centro sociale XM24 arrivano un po’ di militanti dei centri sociali (un 40?), gridano slogan contro Forza Nuova come “Fascisti carogne tornate nelle fogne”, hanno distribuito volantini in solidarietà agli immigrati a firma antifascisti/e, si è creata un po’ di tensione con i carabinieri visto che il presidio mobile ha girato qualche volta intorno alla piazza, si è bloccata la circolazione per 5 minuti in via Matteotti ed è finita lì. In piazza è rimasto un contro-presidio che esponeva fieramente uno striscione che recita «Nazifascisti, deponete le armi o perirete – Bolognina antifascista».

Il banchetto per la raccolta di firme è rimasto lì, nell’indifferenza generale. Tutto questo ottiene però l’effetto di dare visibilità a Forza Nuova (che sul fatto di dirsi ‘anticonformista’ e osteggiata dai ‘rossi’ ci sguazza), tant’è che sui giornali di oggi la notizia c’è: vedasi La Repubblica Bologna, che sceglie il tono “pulp” della questione dei gggiovani, però di sinistra:

Forza Nuova: “No all’immigrazione”
tensione con attivisti di sinistra

In piazza dell’Unità forze dell’ordine in tenuta antisommossa per evitare che i due gruppi venissero a contatto

e il Resto del Carlino, che non manca di omaggiare i tutori dell’ordine, eh, gli opposti estremismi, signora mia, quanta violenza c’è in giro:

Doppio presidio in piazza dell’Unità
Agenti anti-sommossa evitano il contatto – A tenere a distanza i militanti del partito di estrema destra dai ragazzi dell’area dei centri sociali ci ha pensato un consistente cordone di forze dell’ordine con carabinieri e poliziotti schierati in assetto anti-sommossa

A sentire l’informazione ‘indipendente’, invece, pare che la rivoluzione proletaria su scala mondiale sia ormai praticamente prossima. Per ZeroInCondotta c’era “un presidio mobile antifascista non annunciato di poco meno di un centinaio di persone”, mentre per StaffettaNoblogs (erede, si diceva, del blog dell’AAP)

nonostante questo massiccio spiegamento di forze, gli antifascisti hanno fatto un volantinaggio di controinformazione in giro per la Bolognina, sfuggendo ai blocchi della polizia e ricevendo la solidarietà degli abitanti del quartiere: migranti, ex-partigiani, giovani.

“Blocchi della polizia?” Forse a conti fatti la lettura più equilibrata la dà Radio Città del Capo nel resoconto sul suo sito.

Bolognina antifascista

Tutto parte, in effetti, dall’intento provocatorio di un presidio siffatto alla Bolognina. Anche ad astrarsi per un attimo da una sana avversione contro i razzismi e i fascismi, possiamo dire che quell’intento non ci fosse da parte di FN? Sì, c’era. Quindi; vi si risponde? C’è chi dice  “finché non fanno niente di illegale hanno tutto il diritto di stare lì, tanto sono irrilevanti” e chi pensa che no, quel diritto a manifestare le proprie opinioni ce l’hanno tutti tranne che i fascisti: chi ha manifestato ieri era evidentemente di questo avviso.

Come vi si risponde? Si possono contestare le autorità (la Questura in primis) per avere concesso l’autorizzazione e far passare la sottovalutazione delle organizzazioni neofasciste e fare pressioni sulle istituzioni e sulle forze politiche (o almeno che evitino di concederle sempre e comunque, anche quando, come nel 2009, sono concerti di gruppi neofascisti per celebrare l’anniversario della strage di piazza Fontana). Oppure si può ritenere che sia la società stessa, nella sua parte migliore, ad attivare i propri ‘anticorpi’ antifascisti, anche di fronte ai crescenti episodi di vandalismo nei confronti di lapidi o monumenti alla Resistenza (uno su tutti, per dire). Tra i corpi intermedi su cui si può esercitare pressione, non da ultimo, ci sarebbe anche quel che rimane dei partiti di massa -o almeno, su quelli della sinistra che più si proclamano antifascisti: è quel che cercano di fare, bene o male, associazioni (l’ANPI in testa) e movimenti di base.

Le forme in cui questa resistenza attiva si mette in atto sono molteplici. Si può legittimamente ritenere che certe volte si faccia ‘il loro gioco’ a contestare anche quando delle iniziative di estrema destra non si accorgerebbe un cane, né la gente né tantomeno i media mainstream: oppure che no, contestare bisogna sempre e comunque, perché altrimenti è un segnale di indifferenza civile e politica che lascia più spazio per la volta successiva.

Uno che c’era, ieri , si rende conto che forse la cosa peggiore è dare l’idea che a tenere la posizione di una militanza antifascista siano in pochi e siano i marginali, gli estremisti, i giovani-dei-centri-sociali.

E allora, che si fa?

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A diciannove anni è morto Ovidio Franchi

7 luglio 2010

Ragazzi, una cosa. Non credo, o credo poco, ai trip sul tipo di “questo è un blog antifascista”, scritto a lettere maiuscole, i puntini di sospensione e poi 4 o 5 punti esclamativi. I blog antifà poi, per non parlare di quelli femministi, sono perfetti per i troll che vogliono solo fare casino.

Ciononostante, non si può passare sotto silenzio un anniversario importante: esattamente 50 anni fa, il 7 di luglio 1960, a Reggio Emilia, cadevano sotto gli spari della polizia 5 uomini: la loro colpa, manifestare in corteo con la CGIL e le forze della sinistra per protestare contro la repressione dei movimenti contro il governo Tambroni (monocolore DC) dei giorni precedenti. Gioverà ricordare che il quadro politico era di un avvicinamento tra la Democrazia

compagno cittadino fratello partigiano

Cristiana e l’MSI -leggi: fascisti- fino a prospettare un appoggio esterno e che a Genova, città medaglia d’oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione, lo stesso MSI doveva celebrare il suo VI congresso, poi annullato per le imponenti manifestazioni antifasciste: questa l’atmosfera in cui si arriva al 7 luglio.

Le ricostruzioni variano in alcuni dettagli, ma quasi nessuno mette in dubbio che le forze dell’ordine abbiano prima attaccato la manifestazione pacifica, anche grazie agli ordini ministeriali che permisero il fuoco in situazioni d’emergenza, e messo poi in pratica quegli ordini al cominciare dei disordini veri e propri. Alla fine della giornata si conteranno 5 morti: Lauro Farioli (anni 22), Afro Tondelli (anni 36, ex partigiano), Emilio Reveberi (anni 39, ex partigiano), Marino Serri (anni 41, ex partigiano) e Ovidio Franchi, 19 anni.

Nessuno pagò mai in giudizio per quei morti. Il fatto fu però immediatamente sentito per quello che era: la saldatura tra l’antifascismo “storico” della Resistenza e quello nato nell’Italia repubblicana. Tra chi ha cantato quei tragici fatti, celebre rimane Fausto Amodei e la sua “Per i morti di Reggio Emilia”, che riproponiamo qui in una versione registrataper le celebrazioni di Duccio Galimberti. Molto bello è anche il racconto della storia che sta dietro alla canzone, riportato dallo stesso Amodei su ‘il manifesto’ del 7. Nulla da aggiungere.

E portate rispetto. E dimostratevi all’altezza.

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